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Ruanda: la prova di un genocidio pianificato

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Ruanda: la prova di un genocidio pianificato

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Da dove è stato lanciato il missile che ha abbattuto l’aereo del presidente ruandese Juvenal Habyarimana, il 6 aprile del 1994?

A 18 anni dall’attentato una nuova inchiesta francese scagiona gli uomini dell’attuale presidente Kagame.

È l’attentato contro Habyarimana, appartenente all’etnia hutu, che dà inizio al genocidio, alla caccia all’uomo contro i membri dell’etnia tutsi costato la vita a 800.000 persone.

Il ruolo controverso dell’esercito francese, sul suolo ruandese al momento dei massacri, è stato oggetto di tensioni tra Parigi e Kigali.

Nel 2008 il giudice Marc Trevidic avvia una nuova inchiesta e chiede una perizia balistica. Perizia che prova che il missile che ha abbattuto il Falcon di Habyarimana proveniva dal campo della guardia militare dello stesso presidente e non dalle posizioni dei ribelli tutsi.

Così come ha confermato martedì l’avvocato dell’attuale presidente Kagame.

Bernard Maingain, avvocato di Paul Kagame:

“Secondo la perizia, di cui posso parlare perché ho l’autorizzazione del mio cliente, è confermata l’ipotesi di un missile lanciato dal campo militare di Kanombe”.

Si è mostrato cauto per il momento il legale della vedova del presidente ucciso:

Philippe Meilhac, legale di Agathe Habyarimana:

“Si tratta di un linguaggio tecnico, il rapporto conta 300 pagine, le leggeremo attentamente”.

Già nel 2010, un rapporto del governo ruandese arrivava a questa conclusione: Habyarimana veniva ucciso dagli estermisti della sua stessa etnia, per boicottare il piano di condivisione del potere che era stato concordato con i ribelli di Kagame.

Il presidente della commissione d’inchiesta ruandese:

Jean Mutsinzi, presidente della commissione d’inchiesta ruandese:

“L’aereo è stato abbattuto da un missile proveniente dal campo di Kanombe, non possono essere stati che i militari”.

La prima inchiesta francese, condotta dal giudice Brouguiere – nell’attentato morirono i componenti francesi dell’equipaggio – si concluse nel 2006 con l’incriminazione di nove persone dell’entourage di Kagame.

Per Brouguiere, l’attentato fu messo a segno dai ribelli tusti guidati da Kagame.

Accusa che ha raffreddato le relazioni franco- ruandesi, ricomposte solo recentemente.