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Guantanamo: a dieci anni dalla creazione, la chiusura resta lontana

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Guantanamo: a dieci anni dalla creazione, la chiusura resta lontana

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Dieci anni fa il primo aereo con a bordo una ventina di prigionieri atterrò alla base di Guantanamo. Oggi questo carcere, dove i diritti umani sono sospesi, è ancora in funzione, nonostante la promessa del presidente statunitense Obama di chiuderlo.

Aperto quattro mesi dopo gli attentati dell’11 settembre, ha ospitato 779 presunti terroristi. 171 sono ancora lì. Solo sei sono stati processati davanti a tribunali militari.

“Nel decimo anniversario”, dice Hina Shamsi, attivista per i diritti umani, “è più chiaro che mai che Guantanamo è un fallimento catastrofico dal punto di vista legale, etico, morale, di sicurezza nazionale. E’ un laboratorio di tortura, rappresenta il principio della detenzione militare a tempo indefinito, senza accusa o processo da parte degli Stati Uniti. E’ un fallimento dei nostri valori democratici, è ora di chiuderlo”.

Nel 2009, pochi giorni dopo il suo insediamento, Obama firmò la chiusura di Guantanamo, da realizzare entro un anno al massimo, ossia gennaio 2010.

Obama si è scontrato con l’ostilità del del Congresso, che impedisce il trasferimento di detenuti su territorio americano per processi civili. Intanto il presidente ha firmato anche una legge sulla detenzione a tempo indeterminato per 48 prigionieri.

“Quello che l’amministrazione Obama ha cercato di fare”, afferma Karen Greenberg, esperta di sicurezza nazionale, “è esaminare caso per caso, per decidere se processare, rilasciare o trasferire, o se aprire la categoria di detenzione a durata indeterminata. Ed è questo che hanno deciso di fare, per cui una volta aperta la categoria di detenzione per un tempo indefinito non ci si libererà mai di Guantanamo”.

E il presidente Obama rischia di pagare il prezzo della promessa non mantenuta, in campagna elettorale, dove è stato già bersaglio di attacchi da parte dei repubblicani.