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"Referendum e pugno di ferro". Al-Assad torna a parlare

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"Referendum e pugno di ferro". Al-Assad torna a parlare

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Ai siriani promette referendum a marzo su una nuova costituzione e apertura del governo a tutti i partiti. Al mondo fa sapere che la vittoria è a un passo e la priorità schiacciare i terroristi con un pugno di ferro. E’ con un colpo al cerchio e uno alla botte, che il presidente Bashar al-Assad torna a farsi sentire in pubblico per la prima volta da giugno.

“Il complotto straniero è ormai evidente – ha detto -. Quanto si tramava nell’ombra comincia a emergere alla luce del sole”.

Nel mirino, non soltanto paesi e media occidentali, accusati di distorcere la realtà e fomentare una rivolta, che ha però detto non riuscirà.

Oggetto delle critiche anche la Lega Araba e i suoi paesi membri. Da una parte, al-Assad si dice aperto a un loro piano per uscire dalla crisi, purché rispettoso della sovranità siriana. Dall’altra, li accusa però di non sostenerlo e pontificare a sproposito sul mancato rispetto dei diritti umani in Siria.

Il discorso all’università di Damasco interviene lo stesso giorno in cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è chiamato a riunirsi sulla repressione che in dieci mesi ha già fatto secondo l’Onu oltre 5.000 vittime.