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Yemen, oppositori in piazza contro amnistia a Saleh

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Yemen, oppositori in piazza contro amnistia a Saleh

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Dilaga la protesta in Yemen, all’indomani dell’approvazione, da parte del governo di unità nazionale, dell’amnistia per il presidente Ali Abdullah Saleh e per tutti coloro che hanno lavorato al suo fianco nei trentatre anni in cui è stato alla guida del paese.

Nella città meridionale di Taiz, diverse persone sono rimaste ferite negli scontri tra sostenitori e oppositori del capo dello stato.

L’amnistia per Saleh era prevista dall’accordo che il presidente aveva sottoscritto con l’opposizione in novembre e che era stato mediato dall’Arabia Saudita: un’intesa che spiana la strada a elezioni presidenziali in febbraio. Il progetto di legge approvato dal governo si spinge però oltre, assicurando a Saleh e ai suoi collaboratori un salvacondotto contro tutti i crimini di cui si siano macchiati dalla fine degli anni Settanta. Le Nazioni Unite hanno espresso un giudizio negativo su un tale provvedimento, considerandolo contrario al diritto internazionale.

In undici mesi di rivolta in Yemen, anche una parte dell’esercito si è schierata contro il capo dello stato, ritenuto responsabile di una feroce repressione che è costata la vita a centinaia di oppositori.