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Londra ribadisce il no a una Tobin tax europea

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Londra ribadisce il no a una Tobin tax europea

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Londra ribadisce il no a una tassa europea sulle transazioni finanziarie caldeggiata da Parigi, Roma e Berlino, accentuando lo strappo con la maggioranza dell’Unione.

Il premier britannico David Cameron ha minacciato di ricorrere al veto, sostenendo che i francesi sono liberi di procedere da soli. In materia di tasse europee, è infatti necessaria l’unanimità. “L’idea di una nuova tassa europea, quando quella stessa tassa non verrà introdotta altrove, non è logica e la bloccherò”, ha detto Cameron, aggiungendo: “a meno che anche il resto del mondo si metta d’accordo su un qualche tipo di tassa, noi non ci stiamo”.

La Gran Bretagna teme che la Tobin tax, dal nome dell’economista che la propose per la prima volta negli anni Settanta, danneggerebbe la City di Londra a vantaggio delle piazze finanziarie extra-europee. Una poszione che mette Cameron in rotta di collisione con il presidente francese Sarkozy: “In tutti i paesi del mondo – aveva detto venerdì scorso – quando comperate un’immobile pagate una tassa e lo stesso avviene quando comperate da mangiare in un supermercato. Ma quando effettuate una transazione finanziaria, non ci sono tasse. Che senso ha una regola come questa?”.

Anche il cancelliere tedesco Angela Merkel spinge per l’introduzione di una Tobin tax europea e ne discuterà con Sarkozy a Berlino giovedì prossimo, in vista del vertice dell’Unione di fine mese. Sul tema, esiste già una proposta della Commissione europea, alla quale si oppongono, oltre alla Gran Bretagna, anche Svezia e Malta.