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Protesi al seno: paure e contromisure nel mondo

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Protesi al seno: paure e contromisure nel mondo

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Scandalo protesi al seno: cresce il numero dei paesi coinvolti, ognuno con una risposta diversa di fronte alla paura delle donne.

Germania e Francia consigliano l’asporto generalizzato degli impianti a rischio rottura.

La Gran Bretagna concede la rimozione gratuita per le donne operate in strutture pubbliche, il 5 per cento, ma non vuole allarmismi: “Non raccomandiamo la rimozione di questi impianti, perché non si sono evidenziati problemi di sicurezza, effetti tossici o legami diretti coi tumori”, spiega Andrew Lansley del dipartimento per la salute pubblica, “È quindi più importante non esagerare i motivi di preoccupazione. Ma se le donne sono allarmate, le sosterremo”.

Cambio gratuito della protesi in Venezuela, limitato ai casi di tumore in Francia e a quelli strettamente necessari in Italia, Belgio e Colombia.

Tra le 400 e le 500 mila le portatrici di protesi a marchio Pip nel mondo, l’incidenza maggiore in Europa e Sudamerica.

Sul banco degli imputati il gel in silicone non conforme utilizzato dalla società francese produttrice, oggi fallita. Di origine industriale, sarebbe la causa della rottura degli impianti e potrebbe essere cancerogeno.

Il produttore Jean-Claude Mas parla però di controverità e nega i rischi per la salute.