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Regno Unito: il suicidio assistito dovrebbe essere legalizzato, secondo una commissione di esperti

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Regno Unito: il suicidio assistito dovrebbe essere legalizzato, secondo una commissione di esperti

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Un rapporto di esperti riaccende il dibattito sul fine vita nel Regno Unito. Il suicidio assistito dovrebbe essere legalmente consentito ai malati terminali cui resta meno di un anno di vita, pur se con rigidi criteri, dice la Commission on Assisted Dying, che definisce la legislazione attuale inadeguata e incoerente.

Le conclusioni cercano di fare luce su una zona d’ombra, nella quale rientra anche il ruolo di chi affianca il morituro. “Mi sento ancora a disagio per il fatto che si considera che ho infranto la legge – dice Susan McArthur -, ma è qualcosa che ho dovuto fare per lui”. Susan McArthur era al fianco del marito al momento della morte con un’iniezione letale di farmaci ed è stata oggetto di indagini per sei mesi.

Nella stessa posizione si trovano tanti altri britannici, cui il nuovo rapporto cerca di dare una mano: “La legge attuale non funziona – dice Charles Lord Falconer -, perché costringe le persone a una morte solitaria o precoce, e non protegge i più vulnerabili”. Con il lavoro della commissione guidata da Lord Falconer, avvocato ed ex-ministro della Giustizia non sono però tutti d’accordo.

Peter Saunders è un attivista anti-eutanasia: “Ci sono persone vulnerabili – dice -, persone disabili, depresse, anziani o malati che si sentono sotto pressione per porre fine alla propria vita per il timore di pesare a livello economico ed emotivo”.

A iniziare dalla prestigiosa Brittish Medical Association sono in molti i gruppi di esperti che si sono rifiutati di partecipare alla stesura del rapporto, poiché considerato fondato su basi non abbastanza indipendenti. Di certo le conclusioni faranno discutere non solo nel Regno Unito, ma in tutti i Paesi ancora in cerca di una legislazione chiara.