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Myanmar: legalizzato il partito di Aung San Suu Kyi

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Myanmar: legalizzato il partito di Aung San Suu Kyi

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Le autorità del Myanmar hanno approvato in via definitiva il partito di Aung San Suu Kyi, nel giorno in cui William Hague è arrivato nell’ex-Birmania per incoraggiare le riforme. Quella del ministro degli Esteri del Regno Unito è la prima visita ufficiale di un capo della diplomazia britannica nell’ex colonia da oltre cinquant’anni, la prima di alto profilo di un ministro europeo dal passaggio di potere tra giunta militare e governo civile lo scorso marzo.

Oltre al Presidente e alle autorità del Myanmar, Hague ha incontrato anche Aung San Suu Kyi, che ad aprile potrà portare la sua Lega Nazionale per la Democrazia alle elezioni suppletive. La leader dell’opposizione e premio Nobel per la Pace mette tuttavia in guardia: “Mi preoccupa principalmente il reale livello di sostegno che i militari daranno ai cambiamenti, la disponibilità a collaborare al processo di riforma – ha detto -. Alla fine questo è l’aspetto più importante”.

Per lanciare un nuovo segnale di apertura, in occasione delle celebrazioni per l’Indipendenza, nei giorni scorsi il governo ha rilasciato circa novecento detenuti. Tuttavia, solo una decina sarebbero prigionieri politici, e – secondo alcune stime – nelle carceri ne restano più di 1.500.