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Germania: Wulff riconosce gli errori ma resta

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Germania: Wulff riconosce gli errori ma resta

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Il mea culpa del presidente tedesco in tivù non convince l’opposizione che chiede le sue dimissioni.

Ma Christian Wulff, capo di stato da un anno per volontà di Angela Merkel, non lascia. Riconosce d’aver sbagliato, tuttavia afferma di non aver fatto nulla di illegale.

‘‘Non vorrei essere il presidente di un Paese”, ha detto il capo di stato, “nel quale non si può ricevere denaro in prestito da un amico’‘.

Alla base dello scandalo, un finanziamento a tassi agevolati ottenuto da un imprenditore per la realizzazione della sua casa in Bassa Sassonia.

Un errore anche le pressioni sulla Bild, il tabloid più venduto in Germania, che stava per diffondere la vicenda.

Wulff, che ha presentato le sue scuse al giornale, afferma di aver voluto solo ritardarne la pubblicazione.

“Da lui mi aspettavo una linea e scuse più forti”, ha detto Steffi Lemke dei Verdi, “I sospetti riguardo al credito per la costruzione della casa non sono stati fugati. Non ha detto niente di nuovo”.

La coalizione di governo lo ha difeso, il cancelliere per ora ha ribadito la sua fiducia. Ma nei sondaggi i tedeschi si dividono sull’opportunità che Wulff resti al suo posto a palazzo Bellevue.