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USA: i tre candidati usciti dalle primarie repubblicane dell'Iowa

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USA: i tre candidati usciti dalle primarie repubblicane dell'Iowa

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Gli elettori repubblicani dell’Iowa, come previsto, si sono recati in massa ai caucus. In centoventimila hanno espresso la propria preferenza individuando tre candidati favoriti. A sorpresa, però, due di loro hanno dato vita a un testa a testa conclusosi soltanto all’ultimo voto.

Mitt Romeny ha ottenuto otto preferenze in più rispetto a Rick Santorum. Un inedito per il primo atto delle primarie repubblicane dalle quali uscirà il nome dell’avversario di Obama. Romney, governatore del Massachusetts, resta il favorito ma non supera la soglia del 25% a causa della mancanza di sostegno della base repubblicana più

di destra e della scarsa fiducia verso un mormone.

“Cercherò anche di lavorare – ha spiegato ai propri simpatizzanti – per tagliare finalmente le nostre spese federali, mettendo un tetto alle spese e aggiustando il nostro bilancio. Penso sia immorale continuare a spendere, anno dopo anno, il futuro dei nostri figli”.

A favore di Romney giocano delle finanze solide per la campagna elettorale e la fama di uomo d’affari di successo. Così un suo supporter, Dan Dickman:

“Penso che abbiamo davvero bisogno di creare posti di lavoro. Siamo ancora sotto di almeno sette milioni di posti di lavoro rispetto ai picchi del passato. Abbiamo bisogno di un candidato che capisca meglio, rispetto all’attuale amministrazione,

il settore privato dell’economia”.

Rick Santorum è passato da candidato praticamente sconosciuto a quello di sfidante del favorito. L’ex senatore della Pennsylvania ha saputo conquistare i voti di cristiani ed evangelisti.

“Ogni mattina – spiega – quando mi alzavo per affrontare questa sfida avevo bisogno della forza di un’amicizia particolare, di ciò che è sacro. Finora

sono sopravvissuto alla sfida per merito della grazia

quotidiana che viene da Dio”.

Intransigente nei costumi e ultraliberale in economia, per questa elettrice è lui a incarnare i veri valori conservatori: “È competente, è a favore della vita e sulla parte cristiana…non è l’unica cosa di cui parla, di cui abbiamo sentito parlare. È anche bravo sul governo e sulla politica estera. Mi è piaciuto ciò che ha detto sul fatto di riportare il bilancio in equilibrio”.

Terzo pretendente in lizza: Ron Paul. Per il settantaseienne sono le terze primarie. La sua filosofia si riassume in ‘meno Stato e più libertà individuali’.

Un discorso che ha attratto soprattutto gli indecisi, come Kim Moyle: “Mi considero indipendente. Sono piuttosto conservatrice ma socialmente liberale. Per cui è difficile trovare qualcuno che si adatti alla mia nicchia. Ron Paul, quando sono andata a fondo e ho guardato alle indagini e ai sondaggi per vedere

tutti i temi, è risultato essere il mio numero uno”.

Prossima tappa della corsa repubblicana, il New Hampshire, uno Stato moderato in cui Mitt Romney potrebbe avere facilmente la meglio.

USA 2012: Romney è già il candidato dei repubblicani?

Stefan Grobe, euronews:

“Analizziamo i risultati dei caucus dell’Iowa con Jeffry Frieden, professore di scienze politiche all’università di Harvard, in collegamento da Boston. Grazie per essere qui con noi. Cosa ne pensa della forza mostrata da Romney? Dato che la prossima settimana dovrebbe imporsi nello New Hampshire, stiamo assistendo alla vittoria dell’establishment repubblicano sui Tea Party?”

Jeffry Frieden, docente di scienze politiche all’Università di Harvard:

“Penso che siamo sulla buona strada per assistere a un evento simile. Sicuramente la prova di Romney nell’Iowa è stata per lui una buona notizia. Nell’Iowa il partito repubblicano è più conservatore del partito repubblicano dell’intero Paese. E il fatto che Romney sia stato in grado di vincere, anche se per soli otto voti, è una buona notizia perché mostra la sua capacità di attrarre anche i repubblicani più conservatori”.

euronews:

“D’altra parte Romney non sembra ispirare molto entusiasmo tra le fila repubblicane. E nei sondaggi non va mai oltre il 25%. Romney sarà il candidato repubblicano nominato di default?”

Jeffry Frieden:

“Essenzialmente sì. E questo rappresenta un problema per il partito repubblicano. Romney è praticamente sicuro di essere nominato dal partito, ma non ispira entusiasmo tra i membri più conservatori del partito, l’ala destra, da cui provengono la maggioranza degli attivisti. E se loro non sono entusiasti di Romney, è improbabile che si mettano a lavorare per lui durante le elezioni generali. Per cui il partito repubblicano deve affrontare un problema. E il problema è che i candidati più conservatori probabilmente non hanno alcuna chance di vincere contro Obama ma Romney, il candidato più moderato, non entusiasma gli attivisti conservatori. E questo è il problema con cui i repubblicani devono fare i conti”.

euronews:

“Nessuno dei suoi rivali repubblicani, più conservatori ha fatto campagna contro di lui nell’Iowa. Perché?”

Jeffry Frieden:

“Credo che le campagne ‘in negativo’ in molti casi finiscano con il ritorcersi contro chi le fa. Specialmente se, come sembra essere in questo caso, la persona attaccata potrebbe essere il candidato. Perché tutto ciò può essere usato contro il partito nelle elezioni generali. Può anche accadere

che qualcuno di questi rivali più conservatori ambiscano alla posizione di vicepresidente in un eventuale ticket con Romney. Così, forse, non volevano incorrere troppo nella sua ira nella prima fase di quello che eventualmente può essere un ticket tra Romney e un altro”.

euronews: “Uno dei punti della retorica repubblicana

è che quelle del 2012 saranno le elezioni più

importanti da decenni. Un grande e pericoloso momento dal quale dipende il destino nazionale. Perché allora molti commentatori politici continuano a descrivere la rosa dei candidati della parte repubblicana come deludente?”

Jeffry Frieden:

“Credo sia deludente sotto due diversi punti di vista. Primo: è deludente perché è molto frammentata. Dallo stesso punto di vista repubblicano, perché vorrebbero una maggiore unità. Invece c‘è un’ampia ala di candidati di estrema destra, gente come Bachman e adesso

Santorum che non sono entusiasti di Romney. Poi c‘è Ron Paul, molto supportato dai più giovani e dagli elettori più sfiduciati. C‘è insomma un campo

molto disunito. Il partito sembra molto frammentato

e questo è il primo problema che i repubblicani devono affrontare. Il secondo problema è che molti potrebbero sostenere che i candidati presentati non sono della migliore qualità. Penso che in gran parte sia dovuto alla aspettative perché, specialmente in questi giorni, Obama sembra essere in grado di vincere le presidenziali del 2012. E i migliori candidati in genere non corrono, se non vedono la possibilità di vincere. Per cui può essere difficile per i Repubblicani attrarre i migliori candidati”.