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Libia: nominato capo dell'esercito sullo sfondo di violenti scontri tra milizie

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Libia: nominato capo dell'esercito sullo sfondo di violenti scontri tra milizie

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Il governo ad interim in Libia ha nominato un capo dell’esercito nel tentativo di ripristinare l’ordine nel Paese, dopo gli ultimi scontri mortali tra ex-combattenti anti-Gheddafi. In un quartiere centrale di Tripoli si sono fronteggiate milizie rivali, della capitale e di Misurata, uno dei bastioni della rivolta contro il leader ucciso a fine ottobre.

I morti sono quattro e ci sono anche stati feriti: “Questo succede dopo la rivoluzione – dice il parente di una vittima -. Hanno detto che ci sarebbe stato ordine, e un governo. 23 combattenti sono venuti a rivendicare il territorio e a uccidere ragazzini”.

La nomina di Yousef al-Manqoush – generale in pensione di Misurata – a capo delle forze armate si inserisce nel progetto del governo di integrare migliaia di ex-combattenti anti-Gheddafi in posti di lavoro di esercito, polizia e civili: “Per uscire in fretta da questo tipo di crisi – ha dichiarato il vice ministro dell’Interno Omar al-Khadrawy -, facciamo affidamento sui ribelli affinché si arruolino attraverso i comitati allestiti dal ministero dell’Interno, dal ministero della Difesa e del Lavoro”.

Oltre due mesi dopo l’uccisione di Muammar Gheddafi e nonostante un ultimatum scaduto il 20 dicembre per lasciare la capitale, le milizie detengono di fatto ancora il potere reale in Libia, e si contedono un territorio che considerano proprio.