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Budapest pronta a concessioni sulla nuova Costituzione

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Budapest pronta a concessioni sulla nuova Costituzione

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Marcia indietro del governo ungherese sui punti più critici delle nuove norme, che per Bruxelles e la comunità internazionale minano l’indipendenza della Banca centrale.

L’esecutivo di Viktor Orban si è detto pronto a discuterne, dopo che la Commissione europea ha evocato la possibilità di procedere per vie giudiziarie.

Olivier Bailly, portavoce della Commissione europea

“Possiamo chiedere alla Corte di Giustizia di punire lo Stato membro quando non si conforma alle norme comunitarie. Questo è il percorso più classico: la Corte chiede la modifica della legge in questione. E grazie al Trattato di Lisbona, si può ricorrere anche a sanzioni pecuniarie”.

L’autonomia della Banca centrale è quello che più preoccupa Bruxelles, ma non è tutto: in ballo c‘è anche l’indipendenza della giustizia e la libertà di informazione.

Troppo perché l’Ungheria non sia costretta a fare un passo indietro, secondo molti analisti, soprattutto per far riprendere i negoziati per l’assistenza finanziaria al Paese, sospesi a dicembre.

Zsolt Darvas, ricercatore, Bruegel institute

“In Ungheria sta crescendo la pressione perché si raggiunga un accordo con l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale. Penso che a causa dell’urgenza sul versante finanziario, il governo alla fine dovrà fare delle concessioni alle istituzioni europee”.

Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a Budapest, in questi giorni, per contestare la piega autoritaria del governo e invocare l’aiuto dell’Europa.