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Spagna: per il 2012 occorre stringere la cinghia

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Spagna: per il 2012 occorre stringere la cinghia

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Anche la tradizione vuole la sua parte. Nonostante le previsioni funeste per l’economia, gli spagnoli hanno accolto il nuovo anno con un sorriso e con i dodici acini d’uva portafortuna.

Il 2012 non metterà sicuramente fine alla crisi, ma c‘è chi si dice pronto alla battaglia come José Vicente Muñoz che dice: “Dalla crisi ne usciremo tutti assieme. Come? Lavorando, lottando, combattendo”.

Proprio alla vigilia del nuovo anno quattro ministri del nuovo governo di centrodestra avevano annunciato le prime misure d’austerità per ridurre il deficit pubblico spagnolo.

Soraya Saenz de Santamaría, vicepremier: “Queste misure sono l’inizio dell’inizio. L’inizio di un pacchetto di riforme strutturali che hanno come obiettivo correggere il debito pubblico e rendere più dinamica la nostra economia”.

La ricetta altro non è che un aumento delle imposte sul reddito e delle imposte fondiarie per incassare sei miliardi di euro. Prevista anche una riduzione delle spese pari a 8,9 miliardi di euro grazie al congelamento dei salari e delle assunzioni di funzionari.

Tra la gente l’annuncio è stato accolto con un sentimento di rassegnazione o una sensazione

d’ingiustizia, a seconda dei casi.

“Dobbiamo accettarlo. Penso – dice Ángel Ramírez –

che colpirà alcune persone più di altre ma dobbiamo

accettarlo, non abbiamo scelta”.

“Dissento completamente – sostiene invece una giovane – perché le restrizioni colpiscono sempre quelli che hanno più bisogno d’aiuto. Toglieranno gli aiuti per gli affitti e congeleranno il salario minimo. Credo che debbano pensare a congelare altri salari, quelli più alti e meno necessari”.

Il salario minimo di 641,40 euro, il più basso dell’Europa a 15, escludendo il Portogallo, quest’anno per la prima volta dalla sua introduzione nel 1980 sarà congelato. Al contrario non è escluso un nuovo aumento dell’IVA a marzo, al momento dell’elaborazione della prossima finanziaria. L’IVA in Spagna è al 18%: la percentuale più bassa d’Europa, dopo Cipro.

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