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Iran a Usa: non torni nel Golfo Persico. La Francia vuole sanzioni

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Iran a Usa: non torni nel Golfo Persico. La Francia vuole sanzioni

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“La porta-aerei americana non torni nel Golfo Persico”. E’ l’avvertimento dell’Iran agli Stati Uniti, dopo dieci giorni di manovre navali e il test di missili da crociera. La flotta statunitense è rientrata nel mar di Oman dopo le tensioni con Teheran nello stretto di Hormuz.

In questo strategico tratto di mare transita un terzo del traffico petrolifero mondiale. L’Iran ha affermato che sebbene abbia la capacità di farlo, non ha l’intenzione di chiuderlo.

L’atteggiamento di Teheran è una reazione alle nuove sanzioni degli Stati Uniti, ossia il congelamento dei beni delle istituzioni finanziarie che hanno rapporti con la banca centrale iraniana, bloccando di fatto i pagamenti per l’acquisto di petrolio da Teheran. Il ministro degli Esteri francese vuole che l’Europa decida misure simili a quelle statunitensi.

“L’Iran persegue la produzione dell’arma nucleare, non ci sono dubbi, l’ultimo rapporto dell’AIEA è stato molto esplicito”, dice Alain Juppé. “La Francia senza chiudere la porta dei negoziati e del dialogo, desidera un inasprimento delle sanzioni, ossia il blocco dei beni della banca centrale iraniana e l’embargo alle esportazioni di petrolio iraniano”.

Teheran ritiene che l’Occidente “non riuscirà a escludere l’Iran dagli scambi energetici mondiali” e chiede all’Europa di fissare data e luogo per la ripresa dei colloqui. E Bruxelles replica: Teheran risponda alle nostre richieste di ottobre.