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Ungheria: proteste in vista contro la nuova Costituzione conservatrice

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Ungheria: proteste in vista contro la nuova Costituzione conservatrice

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La stretta conservatrice per l’Ungheria è ormai una realtà. La nuova costituzione voluta dal premeir Viktor Orban è entrata in vigore con il nuovo anno. A nulla sono valse le proteste del 23 dicembre che hanno visto anche il fermo, per poche ore, dell’ex primo ministro socialista Ferenc Giurcsany.

Il testo, accusato fuori e dentro il paese di “erodere la democrazia nel cuore dell’Unione europea”, è stato redatto dalla formazione Fidesz senza il consenso di altri partiti, ed approvato grazie ai due terzi di maggioranza conservatrice al parlamento.

La nuova Costituzione fa sparire la dicitura “Repubblica” accanto a Ungheria, facendo riferimento a Dio, all’orgoglio patrio e alla famiglia tradizionale. Si restringe la separazione dei poteridello Stato, con una maggiore influenza del governo sulla giustizia e sull’economia. Contestata anche la legge elettorale, che non aiuta i piccoli partiti. Diventa più difficile il riconoscimento del diritto all’aborto, esclusi i matrimoni omosessuali, mentre i vagabondi sono a rischio prigione.