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L'euro compie dieci anni tra sostenitori e scettici

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L'euro compie dieci anni tra sostenitori e scettici

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Dieci anni fa tra entusiasmi e perplessità nasceva l’euro. La moneta unica rappresentava il primo passo e insieme lo strumento più forte per rendere unita l’Europa e i cittadini. Furono undici i pionieri, oggi i Paesi dell’Eurozona sono diciassette.

Per introdurlo ci fu una corsa all’aggiustamento dei conti degli stati membri, la stessa che oggi stanno facendo per tenerlo in vita perché il decimo compleanno potrebbe essere quello cruciale per la sopravvivenza.

E l’Europa è ancora divisa tra sostenitori e scettici.

Con l’euro, calcolato in base alla parità con il marco tedesco, si disse addio alle valute nazionali e le banche centrali persero il potere di stampare moneta. L’euro fu ancorato alle decisioni della Banca centrale europea, di fatto però limitata nei suoi poteri di intervento di politica monetaria.

Hans-Werner Sinn, Presidente IFO:

“Sfortunatamente con l’euro non è andata bene come pensavamo. La moneta unica si trova in una crisi esistenziale, alcuni Paesi hano fatto il passo più lungo della gamba aumentando l’inflazione grazie ai crediti poco onerosi prima della crisi e prima dell’euro. Ora rimangono con prezzi e salari troppo alti, hanno perso la loro competitività e hanno bilance commerciali in rosso che dovranno essere finanziate”

I parametri imposti da Bruxelles non sono stati sufficienti per frenare la crescita del debito degli Stati, oggi il principale problema della stabilità della moneta unica. E non mancano quanti ipotizzano già da tempo l’uscita dall’Eurozona dei Paesi più indebitati. Ma l’euro è stato anche simbolo dell’auspicio di vita migliore per tutta l’Europa. La risposta alla crisi, dovrà essere anche crescita e lavoro.