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Iraq, cresce paura per cristiani dopo ritiro truppe Usa

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Iraq, cresce paura per cristiani dopo ritiro truppe Usa

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Cresce l’inquietudine della comunità cristiana in Iraq, dopo il ritiro delle truppe statunitensi. Con il riaccendersi del conflitto tra sunniti e sciiti, i cristiani temono di diventare vittime collaterali. Gli attacchi che hanno subito negli ultimi mesi sembrano confermare queste paure.

Molti preferiscono lasciare il paese: nel 2003 i cristiani in Iraq sfioravano il milione, oggi sono appena la metà. Le autorità religiose tentano di fermare l’esodo. “Mi auguro che i cristiani rimangano in questo paese – afferma Emmauel Delly, patriarca caldeo di Baghdad – questo è il paese dei nostri antenati – aggiunge – e noi vogliamo incoraggiare i cristiani a restare”.

Pascal Gollnish, direttore generale dell’Opera di Oriente, ricorda che, in Iraq, “curdi, sunniti e sciiti hanno ognuno un proprio territorio, un governo locale e una milizia. I cristiani sono i soli a non avere niente di tutto ciò”.

Gli attacchi alle chiese cristiane e gli atti di vandalismo si fanno più frequenti nel periodo natalizio, come osserva il nostro inviato a Baghdad, Aissa Boukanoun: “In questo quartiere nel centro di Baghdad, noto per essere abitato in prevalenza da cristiani, le porte delle abitazioni sono sprangate e ovunque ci sono posti di blocco. La polizia sorveglia, ma molte di queste case sono ormai vuote”.