ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Le risposte alla crisi nei vertici europei

Lettura in corso:

Le risposte alla crisi nei vertici europei

Dimensioni di testo Aa Aa

Le misure per affrontare la crisi non sempre coincidono con quelle per rafforzare a lungo termine l’Europa. Nell’anno che sta per chiudersi non sono bastati quindici vertici europei per dare delle risposte all’attacco diretto alla stabilità delle economie dei Paesi dell’Eurozona e ancora di più alla solidità dell’Unione. Molti vedono come unica soluzione la modifica dei trattati europei, l’Europa, intanto, ha già preso delle misure come l’estensione del fondo salva-Stati e la creazione del meccanismo di stabilità permanente attivo da luglio 2012, il salvataggio di Portogallo e Grecia e l’avvio verso l’unione fiscale. Tema, quest’ultimo, al centro del prossimo vertice in programma tra fine gennaio e inizio febbraio; all’ordine del giorno anche crescita e occupazione.
Molti analisti, tuttavia, sono scettici.
 
Louise Cooper,  BGC Partners:
“Mi piacerebbe poter pensare che il 2012 sarà milgiore, ma temo che in realtà le cose peggioreranno. All’inizo dell’anno bisognerà concentrarsi su quanto debito i governi saranno costretti a emettere per sopravvivere, per rimanere nell’attuale situazione: centinaia di miliardi di euro”.
 
La crisi ha posto l’attenzione anche sul ruolo della  Banca centrale europea che alcuni Paesi vorrebbero svolgesse un ruolo più attivo nella gestione della politica monetaria non solo con l’acquisto dei titoli degli Stati in difficoltà, ma anche attraverso l’emissione di nuova moneta.