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Addio Caro Leader: disperazione di Stato in Corea del Nord

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Addio Caro Leader: disperazione di Stato in Corea del Nord

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Nell’ultimo saluto a Kim Jong-il, l’estremo atto di devozione della Corea del Nord al Caro Leader e al suo successore.

Nulla, nella sontuosa scenografia messa a punto da Pyongyang, sembra lasciato al caso: dall’omaggio delle forze armate al protocollo del corteo funebre, tutto sembra parlare dei futuri equilibri della Corea del Nord.

In prima linea accanto alla limousine nera con la salma del padre, il figlio e successore designato Kim Jong-un. Appena dietro lo zio Jong Song-Thaek incaricato di vegliare su di lui e poi il numero uno dell’esercito che completerà l’inquadramento dell’inesperto erede.

In assenza di media e delegazioni straniere, la cronaca a senso unico della tv nord-coreana alimenta con i suoi commenti la vulgata della disperazione di stato.

Presto archiviata la maratona di omaggi al via il diciassette dicembre alla notizia della morte di Kim Jong-il, il mondo attende ora con apprensione il domani della Corea del Nord.

La fedeltà che l’esercito si è affrettato a mostrare a Kim Jong-un sembra scongiurare lo scenario di lotte intestine e instabilità regionali. L’arsenale nucleare di cui dispone Pyongyang resta però in testa alle preoccupazioni internazionali.