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Shopping compulsivo in tempi di crisi. Febbre da saldi a Londra

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Shopping compulsivo in tempi di crisi. Febbre da saldi a Londra

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Pronti, partenza, via: scene di ordinaria follia ai magazzini Selfridges di Londra. E’ l’assalto ai forni del Boxing Day, il Santo Sfefano anglosassone.

I saldi post-natalizi si sposano poi quest’anno con minacciosi venti di crisi. Risultato: la promessa del risparmio diventa per molti il canto di una sirena, capace di tenere svegli la notte.

Malgrado file cominciate alle cinque e mezzo del mattino, l’euforia è palpabile e molti degli acquirenti si dicono “felici e contenti”.

Altri sono più pragmatici senza perdere l’ottimismo: “Siamo qui per trovare l’affare – dicono -. Altrimenti, pazienza”.

Altrettanto elevate le aspettative dei commercianti: soltanto da Selfridges la speranza si quantifica in incassi da oltre un milione e mezzo di euro nella sola ora di punta. Entrate da “ultima spiaggia” a cui ci si aggrappa per salvare una stagione di vacche magre.

“E’ stato un Natale abbastanza duro per i commercianti di tutto il Paese – dice Jace Tyrell della New West End Company, l’associazione che rappresenta i commercianti di Oxford Street, Bond Street e Regent Street -. In questi ultimi giorni le vendite sono andate meglio, ma confidiamo molto nel Boxing Day e nei saldi invernali”.

Il diavolo ci ha messo la coda con uno sciopero della metropolitana. Qualcuno grida alla disgrazia ma per i fedeli dell’acquisto, con ogni probabilità, non sarà che una prova in più da superare nel pellegrinaggio sulla via dei saldi.