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Fermi e barricate. Polveriera ultraortodossa alle porte di Gerusalemme

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Fermi e barricate. Polveriera ultraortodossa alle porte di Gerusalemme

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Il premier Netanyahu ordina il pugno di ferro e la repressione delle derive ultra-ortodosse porta in Israele a fermi, barricate in strada e un ferito tra le forze dell’ordine.

Teatro di sempre più esacerbate tensioni è ancora Beit Shemesh: città di 80.000 anime a maggioranza tradizionalista, a una trentina di chilometri da Gerusalemme.

A dare fuoco alle polveri è stata lunedì l’accoglienza riservata a una troupe televisiva. Memori dell’aggressione subita il giorno prima da alcuni loro colleghi, i giornalisti hanno reagito ad urla e aggressivi inviti ad andarsene, chiedendo l’intervento della polizia.

A richiamare l’attenzione dei media su Beit Shemesh era stata la vicenda di una bambina di 8 anni, che da giorni campeggia sulla stampa israeliana. In un’intervista televisiva, la piccola diceva venerdì di essere stata oggetto di ingiurie e sputi da parte di un uomo, che le rimproverava un “abbigliamento indecente”.

Dai posti separati negli autobus alle immagini cancellate dai cartelloni pubblicitari, la vicenda interviene proprio mentre gli ultraortodossi moltiplicano le discriminazioni nei confronti delle donne.