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Ungheria: approvate le riforme contestate dall'Ue

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Ungheria: approvate le riforme contestate dall'Ue

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Va avanti spedita la nuova Costituzione ungherese, nonostante le proteste di piazza e di corridoio: il Parlamento, solidamente nelle mani del centro-destra guidato dal Premier Viktor Orban, ha approvato una serie di norme che non piacciono né all’opposizione, né a Bruxelles, né al Fondo Monetario Internazionale. I socialisti hanno abbandonato l’aula, perché, dice il segretario del partito Attila Mesterhazy, “ciò che sta facendo il gruppo parlamente Fidesz sotto la guida di Viktor Orban è mortale”. “Non promuove i diritti della Nazione ungherese, è invece un tradimento capitale”, aggiunge il socialista.

Fuori dal Parlamento hanno manifestato circa 10.000 persone, contro le nuove leggi che entrano a far parte del nuovo quadro costituzionale, in vigore del primo gennaio e riformabile solo a maggioranza assoluta. Si tratta, tra l’altro, di uno scaglione fiscale unico e dell’assoggettamento della Banca centrale al governo: FMI e Commissione europea ne avevano preteso la sospensione, come condizione per lo sblocco di un prestito da venti miliardi chiesto da Budapest, in piena recessione. Tra i manifestanti anche una ventina di deputati, e tra questi l’ex premier Ferenc Gyurcsany, brevemente fermato dalla polizia.