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Interpol cerca fondatore Pip "caso non legato a protesi a rischio"

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Interpol cerca fondatore Pip "caso non legato a protesi a rischio"

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Anche l’interpol è sulle tracce di Jean Claude Mas, fondatore della società di fabbricazione delle protesi in silicone al seno considerate a rischio. Ma per un altro reato.

Nessuna traccia comunque dell’imprenditore francese, ricercato in Costa Rica per reati legati alla “vita e alla salute”: la sua azienda produceva le protesi Pip che, secondo il governo di Parigi, dovrebbero essere espiantate perché rischiano rilasciare silicone nell’organismo.

“Mas ha ingannato tutti – dice Patrick Baraf, chirurgo plastico – Ha ingannato i medici con i suoi opuscoli pubblicitari che esaltavano la qualità del materiale. Ma chi poteva verificare quando lui sosteneva che questo o quel laboratorio aveva fatto certe ricerche e aveva detto che le sue protesi erano in un certo modo?”.

“Non siamo in un campo sperimentale, ma è possibile essere ingannati – conclude Baraf – E il caso delle protesi PIP è stato gestito da un uomo con un background commerciale, non medico”.

L’azienda è in liquidazione giudiziaria dal marzo 2010. Per diverso tempo numero tre del settore, la Pip ha venduto circa 400mila protesi in tutto il mondo.

Oltre a Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna, risultano numerosi casi di protesi a rischio in Venezuela, Colombia e Brasile.