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Siria: alta tensione dopo gli attacchi kamikaze

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Siria: alta tensione dopo gli attacchi kamikaze

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É ferita da una nuova escalation di violenza la Siria, dopo i due attentati kamikaze che hanno devastato a Damasco le sedi dei servizi di sicurezza.

Le deflagrazioni, che hanno provocato almeno una trentina di morti e un centinaio di feriti, sono avvenute a poche ore dall’arrivo nel paese degli osservatori inviati dalla Lega Araba.

Il regime ha immediatamente accusato della strage Al-Qaida. Ma secondo uno dei leader della rivolta, Riad Assaad gli attentati sono opera del potere siriano per dimostrare alla Lega Araba di dover combattere nel paese dei terroristi.

I primi cinquanta osservatori avrebbero dovuto cominciare a vigilare sugli atti di violenza, permettere la liberazione dei manifestanti in carcere e garantire l’accesso ai media.

Un compito difficile. In tutta la Siria, da Deraa, a Deir Balba, ad Homs dove proseguono le manifestazioni il regime interviene con il pugno di ferro.

Secondo l’Onu da metà marzo i morti sarebbero almeno 5 mila.

Gli attentati sembrano il segnale dell’arrivo di una stagione ancora piú fosca.