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Praga dice addio a Vaclav Havel "drammaturgo dissidente"

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Praga dice addio a Vaclav Havel "drammaturgo dissidente"

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Una Praga più silenziosa del solito, le bandiere a mezz’asta in segno di lutto nazionale, ha dato l’addio a Vaclav Havel, primo presidente della Cecoslovacchia post-comunista e protagonista della “Rivoluzione di velluto” del 1989.

L’ex dissidente diventato capo di Stato è morto domenica scorsa all’età di 75 anni.

Alle 12 in punto l’intera Repubblica ceca si è fermata per un minuto di silenzio. Nel suo sermone, l’arcivescovo di Praga Dominik Duka, anche lui prigioniero sotto il regime sovietico, lo ha salutato come il drammaturgo dissidente, l’uomo che ha traghettato la Cecoslovacchia fuori dal comunismo.

Molti i leader internazionali presenti, tra i quali il presidente francese Nicolas Sarkozy, il segretario di stato Usa Hillary Clinton – accompagnata dal marito Bill Clinton – il premier britannico David Cameron.

Mentre il picchetto d’onore portava via il feretro dalla cattedrale, migliaia di persone assiepate nella piazza del Castello hanno applaudito e fatto tintinnare le chiavi, per ricordare le assemblee a Praga nell’autunno del 1989 quando lo stesso tintinnio celebrò la fine del comunismo in Cecoslovacchia.

Decine di migliaia le persone che si sono messe in fila per rendergli omaggio nella cattedrale di San Vito, per secoli teatro dell’incoronazione dei re di Boemia.