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La crisi dell'eurozona anima i flussi migratori interni

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La crisi dell'eurozona anima i flussi migratori interni

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Gli europei cercano lavoro all’estero: dai paesi piu’ deboli si spostano nei mercati che appaiono piu’ solidi, in particolare in quello della Germania, uno Stato che sembra resistere molto meglio degli altri alla recessione, con un tasso di disoccupazione del 6,9 per cento.

Secondo l’Istituto nazionale di statistica tedesco, tra gennaio e giugno, sono soprattutto i cittadini greci e spagnoli ad aver scelto la Germania. Nel primo semestre dell’anno, dalla Grecia i flussi sono aumentati dell’84 per cento, mentre dalla Spagna del 49 per cento.

Sono 67 mila, in tutto, gli stranieri arrivati in territorio tedesco nella prima parte del 2011. E se il sistema teutonico appare in buona salute, i posti di lavoro disponibili non sono infiniti: il rischio è la rapida saturazione di un mercato che è già sovraccarico di manodopera.

Un’inchiesta di The Guardian offre piu’ dettagli: altre nazioni particolarmente toccate da chi esce per cercare fortuna altrove sono Irlanda, Italia, Portogallo. E spesso le mete sono extra continentali: si rafforzano i flussi verso l’Australia, l’Argentina, gli Stati Uniti e, per i portoghesi, verso l’Angola.