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Genocidio armeno: il via libera francese scatena crisi diplomatica con la Turchia

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Genocidio armeno: il via libera francese scatena crisi diplomatica con la Turchia

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Non è ancora legge, ma l’approvazione alla Camera bassa del Parlamento francese del testo che punisce la negazione del genocidio armeno ha già scatenato una crisi diplomatica con la Turchia. Mentre a Parigi migliaia di turchi hanno manifestato in segno di protesta, Ankara grida all’oltraggio e annulla visite bilaterali, cooperazione politica, economica e militare. Le speranze che il provvedimento concluda il suo iter in Parlamento e diventi legge prima della fine della legislatura sono comunque poche.

Anche per questo il premier turco Recep Tayyip Erdogan parla di mera mossa elettorale, sottintendendo il bisogno di Nicolas Sarkozy dei voti della nutrita comunità armena di Francia: “I tentativi di guadagnare voti facendo leva sulla turcofobia e sull’islamofobia solo per vincere le elezioni presidenziali in Francia per ambizioni personali suscitano preoccupazioni – ha detto Erdogan -, non solo nel nome della Francia, ma anche nel nome dell’Europa e dei valori universali in Europa”.

Forte di un’economia in grande espansione e di un ruolo sempre più influente nel mondo arabo e in Medio Oriente, Ankara sa di non avere molto da perdere in una battaglia politica con Parigi, che conquista il plauso dell’Armenia. “Quando i turchi sostengono che la legge contrasta con la libertà di espressione – ha detto Kiro Manoyan della Federazione Rivoluzionaria Armena -, non riconoscono che si tratta di una decisione presa in un quadro europeo, che riguarda tutti i genocidi; i Paesi europei dovrebbero adottare simili leggi”.

Secondo l’Armenia sono circa circa un milione e mezzo gli armeni uccisi durante la Prima Guerra Mondiale in quella che oggi è la Turchia orientale, in una politica di genocidio deliberata. Per la Turchia – secondo cui ingenti perdite ci sono state in entrambi gli schieramenti – si tratta di un insulto alla nazione.