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Iraq: lunga serie di attentati, timori per la stabilità del Paese


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Iraq: lunga serie di attentati, timori per la stabilità del Paese

Pochi giorni dopo la partenza delle truppe statunitensi, una lunga serie di attentati scuote l’Iraq, dove le divisioni tra sunniti e sciiti avvelenano la scena politica. A Baghdad sono morte più di 70 persone, e centinaia sono rimaste ferite in una decina di esplosioni avvenute principalmente in aree sciite. Un abitante della capitale invita i politici a sedersi al tavolo e risolvere i problemi con il dialogo. Gli attentati non servono a nulla – dice.

Il governo condiviso messo in piedi un anno fa vacilla: sciiti, sunniti e curdi si spartiscono un potere minato sin dalla nascita da profondi scontri. Il più grave si sta consumando tra i vertici del potere. Nei giorni scorsi il vice-presidente iracheno Tariq al-Hashemi, sunnita, è stato colpito da un mandato di arresto nell’ambito di un’inchiesta relativa ad atti terroristici. Il premier Nouri al-Maliki, sciita, ha chiesto alle autorità del Kurdistan – dove si è rifugiato – di consegnarlo alla giustizia.

Molti sunniti temono una strategia per emarginare i sunniti e cementare il controllo sciita sul Paese. La comunità internazionale esprime preoccupazione per quanto sta avvenendo, soprattutto ora che i soldati statunitensi se ne sono andati. Dopo quasi nove anni dall’intervanto militare che ha portato alla caduta di Saddam Hussein, il 18 dicembre Washington ha completato il ritiro dall’Iraq, aprendo una fase di incognite, anche rispetto agli equilibri di una regione già minata da profonde crisi come nella vicina Siria.

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