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Iraq, la crisi politica divide sciiti e sunniti

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Iraq, la crisi politica divide sciiti e sunniti

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A due giorni dalla partenza, lunedi’ scorso, delle truppe statunitensi, l’Iraq è sempre piu’ dilaniato dalla crisi politica che oppone il premier al Maliki, sciita, e il vicepresidente al Hashemi, sunnita.

Su quest’ultimo è stato emesso un mandato di cattura, con l’accusa di attività di cospirazione.

Al Maliki, intanto, minaccia di sostituire i ministri della fronda che fa capo allo schieramento Iraqiya, appoggiato appunto dai sunniti.

“Sono sorpreso – ha affermato il vicepresidente in una recente conferenza stampa – dalle parole di Obama che ha detto di aver lasciato un Iraq democratico dove la giustizia è equa e trasparente, e non c‘è corruzione. Cosa voleva dire veramente? È davvero questa la realtà dell’Iraq?”.

Al Hashemi punta il dito contro al Maliki, accusandolo di aver ordito tutta la vicenda. E mentre è completato il rientro delle truppe Usa, Washington mette in pratica ogni sforzo per sostenere la tenuta politica del paese. Stamani il premier iracheno ha ricevuto la telefonata del vicepresidente Biden, che ha caldeggiato il dialogo tra le parti.