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Il "regalo di Natale" della Bce alle banche

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Il "regalo di Natale" della Bce alle banche

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Qualcuno l’ha chiamato il “regalo di Natale” della Banca centrale europea, anche se l’impacchettamento era cominciato già a inizio dicembre. Il prestito illimitato a tre anni al tasso dell’1 per cento è stato accolto con favore dagli istituti di credito. La prima asta, pari a quasi 490 miliardi di euro, è andata meglio delle previsioni.

“E’ affascinante vedere – dice l’analista britannico Justin Urquhart Stewart di Seven Investment Management – come quello che è stato offerto può essere considerato come uno scambio denaro contro spazzatura, se le banche sono incoraggiate ad acquistare altri titoli oppure anche solo a rafforzarsi. No, ora è il momento per le banche di uscire allo scoperto con il chiaro messaggio che sono forti”.

Per ottenere i prestiti, le banche debbono presentare titoli di Stato come collaterale. Aumentando la loro domanda, i tassi d’interesse sui bond scendono.

“Questo non risolve il problema che dovremo aspettare molto prima dell’unione fiscale – dice Charles Diebel, capo delle strategie di mercato alla Lloyds Bank -, con tutte le questioni politiche di contorno che ne fanno una vicenda davvero a lungo termine”.

Con questa ondata di liquidità natalizia, la Bce ridà fiato alle banche. Gli istituti di credito potranno trarre beneficio dallo scarto tra il tasso d’interesse con cui acquistano denaro e quello dei titoli di Stato che debbono presentare come garanzia. Un meccanismo che aiuta anche gli Stati a finanziarsi, a condizione però che non falliscano.