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Rajoy: lacrime, sangue e poche parole


Spagna

Rajoy: lacrime, sangue e poche parole

Vincere le elezioni è stato probabilmente la parte facile del lavoro. Il difficile arriva adesso, per Mariano Rajoy.

Rajoy è salito al potere, succedendo a José Luis Rodríguez Zapatero, comodo comodo, con un’ampia maggioranza in parlamento.

Ma la sua popolarità rischia di cadere sotto i colpi dei tagli inferti da lui stesso, tagli necessari per curare un’economia spagnola sull’orlo della recessione.

L’opposizione allora vuole sapere, ma il nuovo primo ministro per ora non precisa quale sarà l’amaro cocktail di tagli alle spese che servirà a ridurre il deficit, come chiede Bruxelles.

Dice solo quello che non sarà tagliato, cioè le pensioni, che saranno invece aumentate. Mentre non aumenteranno le tasse, giura Rajoy.

In un contesto di “lacrime e sangue”, però, secondo molti analisti la comunicazione non va trascurata. Dice Charles Powell del Real Instituto Elcano di Madrid: “Non è una figura particolarmente carismatica. Non è bravissimo a comunicare con gli elettori, e questo potrebbe essere un problema, perché qualunque futuro primo ministro spagnolo dovrà fare un enorme sforzo per spiegare quali misure sono necessarie e come devono essere messe in pratica”.

Priorità numero uno: il lavoro. Le file interminabili davanti agli uffici di collocamento sono l’immagine concreta di un tasso di disoccupazione al 21,5 per cento, il più alto d’Europa. E fra i giovani, a essere disoccupata è quasi una persona su due.

Il settore delle costruzioni, come ricordano i tanti edifici mai completati, ha molto a che fare con questa crisi.

La gente vuole risposte. E chiede cambiamenti. Per mesi gli “indignados” hanno invaso strade e piazze per chiedere “vera democrazia”. Dicono di non sentirsi rappresentati dal sistema attuale.

E non c‘è solo l’economia. Rajoy, ex ministro dell’interno, si trova di fronte a una nuova realtà nel Paese Basco, dopo che l’Eta ha annunciato, a ottobre, la fine dell’“attività armata”.

Non solo economia, dunque, ma soprattutto economia. Si attendono tempi grigi, Rajoy questo non lo nasconde. Come antipasto, ha già annunciato l’abolizione dei “ponti” dal calendario lavorativo spagnolo. Le feste saranno spostate al più vicino lunedì.

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