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Iraq, si riaccende la lotta per il potere tra sciiti e sunniti

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Iraq, si riaccende la lotta per il potere tra sciiti e sunniti

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All’indomani del ritiro completo delle forze statunitensi dall’Iraq, nel paese comincia a scricchiolare la struttura istituzionale.

La storica contrapposizione tra sciiti e sunniti si è acuita dopo le accuse in base alla legge anti-terrorismo a carico del vicepresidente, il sunnita Hashemi. Gli Usa dal canto loro promettono di vigilare, ma con discrezione.

“Posso solo dire che stiamo monitorando la situazione, dopo l’emissione di un ordine di arresto per il vicepresidente Tariq al-Hashemi. manteniamo contatti con tutte le parti, e abbiamo loro espresso il nostro avviso a riguardo di questi sviluppi”.

Le accuse a carico del vicepresidente, formulate da tre ex membri della sicurezza dell’uomo politico, sono state trasmesse in televisione.

Una situazione del genere, in rapido cambiamento, non è per i sunniti sostenibile. Ed ecco dunque l’ex premier Allawi, sciita, lanciare un allarme.

“Sotto gli occhi di tutti, la democrazia è stata sequestrata in Iraq, e ora viene sabotata. Temo che tutto questo possa portare a una nuova ondata di settarismo, a un nuovo bagno di sangue”.

Il vicepresidente Hashemi si è detto disposto a farsi giudicare, ma solo se il processo avverrà nel Kurdistan, dove l’influenza degli sciiti è pressocheé inesistente.