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Kim Jong-Il: una vita tra culto della personalità e mistero

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Kim Jong-Il: una vita tra culto della personalità e mistero

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Kim Jong-Il era un enigma anche entro i confini nordcoreani. Culto della personalità e senso del mistero sono sempre state sue prerogative. Kim non amava viaggiare all’estero: ufficialmente ha effettuato solo cinque viaggi, quattro in Cina e uno in Russia. E non faceva mai discorsi in pubblico.

Difficile, nella sua biografia, distinguere fra realtà e leggenda. Anche la sua nascita è avvolta nel mistero. In base agli archivi sovietici, era nato in Siberia nel 1941, durante l’esilio del padre, Kim Il-Sung.

La versione ufficiale però vuole che fosse nato il 16 febbraio del 1942 in una capanna sul Monte Paektu.

Di certo c‘è che viene nominato ufficialmente successore del padre nel 1980. Ma è solo nel ’91, quando assume il controllo delle forze armate, che s’impossessa davvero del potere.

Nel 1994, alla morte del padre, tutto è pronto per la successione. Tre giorni dopo la scomparsa del fondatore della Corea del Nord i giochi sono fatti: si inaugura una sorta di dinastia comunista.

Durante il suo regime il popolo nord-coreano ha spesso sofferto lunghi periodi di carestia. Il Paese riesce a sfamarsi grazie agli ingenti aiuti alimentari internazionali. L’economia è stagnante, scarse le industrie, poco produttiva l’agricoltura, mentre cospicue risorse sono stanziate ad armare il Paese, che, ancora oggi, non ha firmato il trattato di pace con la Corea del Sud.

Eppure nel giugno del 2000 Kim Jong-Il aveva stupito tutti decidendo di ricevere Kim Dae Jung, presidente sudcoreano, in un vertice storico a Pyongyang. Poi però i negoziati per la riunificazione delle due Coree si areneranno.

E negli ultimi anni, le relazioni fra Nord e Sud sono andate deteriorandosi. Tanto che la ‘guerra fredda’ si è trasformata a tratti in un conflitto reale. Com‘è accaduto nel novembre 2010, con l’attacco di Pyongyang a un’isola sudcoreana.

Kim Jong-Il ha anche puntato parecchio sull’arma atomica, arrivando a un vero e proprio braccio di ferro con gli Stati Uniti. Washington ha più volte proposto aiuti economici e un patto di non-aggressione in cambio della rinuncia al programma nucleare.

Di Kim si diceva che fosse intelligente, simpatico, informato sull’attualità internazionale, gran viveur.

Gli sono stati attribuiti diciassette figli, avuti da diverse donne. Uno solo però gli succederà. Quando il più giovane dei suoi figli, Kim Jong-Un è stato promosso generale nel settembre 2010, ed è apparso accanto al padre in occasione della parata militare per il sessantacinquesimo anniversario del partito comunista, analisti e diplomatici hanno capito che il “caro Leader” aveva già preparato il dopo-Jong-Il.