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Kim è morto, viva Kim

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Kim è morto, viva Kim

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Il “caro leader” cede il posto al “grande successore”. Così i media di stato nordcoreani hanno designato Kim Jong-Un, terzogenito di Kim Jong-Il, classe 1983 o – forse – 1984.

Perché della sua vita si sa pochissimo. Avrebbe studiato a Berna, imparando inglese, tedesco e francese, per poi dedicarsi alla scienza militare una volta tornato in Corea del Nord.

Fino a un anno fa non erano state nemmeno rese pubbliche sue foto da adulto. Di sua madre, una ballerina professionista, non si sa nemmeno se fosse moglie o amante di Kim Jong-Il.

Che cosa dobbiamo aspettarci da lui? Risponde Rory Medcalf del Lowy Institute: “Non penso che possiamo aspettarci enormi progressi o uno spiccato istinto riformatore. In parte perché credo che avrà bisogno di provare la sua forza, di imporsi come leader. E ironicamente questo avviene in un momento in cui sembrava che la Corea del Nord stesse iniziando a negoziare un nuovo accordo”.

Nell’ottobre dell’anno scorso, pochi giorni prima di essere promosso generale, è apparso accanto al padre in occasione della parata militare per il sessantacinquesimo anniversario del partito comunista nordcoreano: tanto è bastato per far capire alla comunità internazionale che Kim Jong-Il stava preparando la sua successione.

Tomohiko Taniguchi, ex consigliere del ministerso degli esteri di Tokio, mette in guardia la comunità internazionale: “Bisogna esser pronti a ogni evenienza, perché d’ora in poi può accadere qualunque cosa. Il processo di successione è stato tutt’altro che sicuro e maturo, e anche se abbiamo un erede legittimo, per così dire, non è affatto detto che la successione avverrà in modo pacifico”.

Nell’ultimo anno, è apparso spesso accanto al padre nelle occasioni ufficiali, ma non ha mai tenuto un discorso in pubblico, e i nordcoreani non lo conoscono ancora. Non è chiaro che ruolo gli sarà concesso da chi muove i fili del regime.

Soprattutto, il giovane Kim Jong-Un deve ancora cementare i legami con l’esercito e con il Partito del Lavoro di Corea. Resta il fatto che è lui ora il leader dell’unica dittatura comunista ereditaria del mondo, e il padrone dell’arsenale nucleare della Corea del Nord.