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Usa fuori dall'Iraq

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Usa fuori dall'Iraq

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Un centinaio di blindati con circa cinquecento soldati americani è arrivato all’alba alla frontiera tra Iraq e Kuwait: è l’ultimo convoglio statunitense a lasciare uno dei teatri di guerra più sanguinosi dopo il Vietnam.

Il conflitto in Iraq è costato la vita ad almeno 4500 americani e a decine di migliaia di civili.

Le forze statunitensi hanno dovuto versare 100.000 dollari al mese ai capi tribali, per scoraggiare attentati sulle strade durante il ritiro delle milizie.

Barack Obama ha mantenuto una delle sue promesse elettorali: gli Stati Uniti hanno completato il ritiro dall’Iraq dopo quasi 9 anni.

Una guerra controversa e impopolare, iniziata da George Bush nel 2003 con il bombardamento di Baghdad, motivata dalla presenza di pericolose armi chimiche nel Paese, che non sono state mai trovate, e suggellata dall’impicaggione di Saddam Hussein nell’immobilismo della comunità internazionale.

L’Iraq di oggi è fragile. Il quarto paese al mondo per riserve petrolifere richiede investimenti in tutti i settori, dagli ospedali alle infrastrutture, e vive sotto la minaccia del ritorno agli scontri fra sciiti e sunniti che hanno fatto migliaia di morti nel 2006-2007.