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Nuovi violenti scontri in Kazakhstan

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Nuovi violenti scontri in Kazakhstan

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Nuovi violenti scontri sono esplosi in Kazakhstan, poco dopo la promessa del presidente di punire i responsabili dei disordini di venerdì durante le celebrazioni per l’indipendenza.

Nursultan Nazarbaiev ha decretato stato di emergenza e corprifuoco, e ha ora istituito una commissione per fare luce su quanto accaduto nella città petrolifera di Zhanaozen, teatro degli scontri tra polizia e lavoratori del settore estrattivo nei quali sono morte più di dieci persone, fino a 20 secondo l’opposizione.

“La commissione prenderà i provvedimenti necessari per identificare e punire chi ha organizzato i disordini, per ripristinare la sicurezza pubblica in questa città – ha detto, difendendo l’operato della polizia -. Ora, la situazione è sotto il controllo del ministero dell’Interno”.

Da mesi migliaia di lavoratori del settore petrolifero scioperano per salari più alti e condizioni di lavoro migliori. Venerdì hanno tentato di boicottare le celebrazioni del ventesimo anniversario dell’indipenenza dall’Unione Sovietica.

Ne sono nate le più gravi violenze nella storia recente di quello che era considerato il Paese più stabile dell’Asia centrale, ricco di risorse minerarie e idrocarburi. A un mese dalle legislative, una prova difficile per Nazarbaiev, che domina la scena politica da oltre 20 anni.