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Russia: verso le presidenziali, proteste non stop

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Russia: verso le presidenziali, proteste non stop

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Migliaia di russi in piazza a Mosca per un sabato di contestazione organizzato dai liberali del partito Iabloko.

Obiettivo: denunciare i brogli che secondo loro hanno caratterizzato le legislative del 4 dicembre e che li hanno visti esclusi dal Parlamento.

E anche l’occasione per augurarsi un anno nuovo senza Putin, in vista delle presidenziali di marzo a cui si dovrebbe presentare anche il loro leader.

A contendere il Cremlino all’attuale primo ministro ci sarà anche il comunista Ghennady Ziuganov, scelto all’unanimità dal congresso del suo partito.

E mentre la Russia entra nell’Organizzazione mondiale del commercio, il capo comunista denuncia: “Viviamo in un’epoca di dominio illimitato del capitale finanziario transnazionale. È cominciata con la caduta dell’Unione Sovietica”, ha dichiarato Ziuganov, “Possiamo facilmente definire il sistema economico attuale come imperialismo finanziario. Fa pressione su paesi e nazioni con il sistema creditizio, i meccanismi di valuta e le speculazioni nel mercato azionario”.

Per la sua quarta candidatura Ziuganov chiama l’opposizione a raccolta, sfida Putin in un dibattito tivù e indice una domenica di protesta comunista contro i brogli elettorali.

Per evitare polemiche e accuse anche per le presidenziali, la proposta di Putin è quella di dotare i seggi di videocamere: “In questo modo”, ha detto il premier russo, “ci potrà essere un monitoraggio in tempo reale di ciò che sta accadendo sia durante il voto sia durante il conteggio delle schede elettorali”.

Troppo tardi, commenta l’opposizione che promette 50 mila persone in corteo a Mosca anche per la vigilia di Natale, una manifestazione autorizzata dal Comune.