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Egitto: ancora scontri e incendi in piazza Tahrir

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Egitto: ancora scontri e incendi in piazza Tahrir

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Piazza Tahrir è di nuovo in fiamme. Per il secondo giorno consecutivo forze dell’ordine e manifestanti ostili al potere militare si affrontano a colpi di molotov e lanci di pietre.

E mentre bruciano diversi edifici pubblici, i soldati hanno sequestrato le telecamere di alcune tivù e blindato tutta la zona intorno alla sede del governo e al parlamento.

Gli scontri più gravi si sono avuti in quest’area, dove da fine novembre ci sono sit-in di protesta contro la nomina del premier Kamal al-Ganzuri da parte del Consiglio Supremo delle Forze Armate.

Per il primo ministro, stessa carica ricoperta nell’era Mubarak, i militari si sono limitati a difendere gli edifici pubblici e parla di contro rivoluzione: “Mi appello a tutti i poteri politici affinché proteggano l’Egitto”, ha dichiarato il premier, “Ciò che sta accadendo non fa parte della rivoluzione”.

Ma proprio in nome di quella rivoluzione gli egiziani in piazza chiedono le dimissioni immediate della giunta militare e intanto piangono altre vittime.

Secondo fonti mediche il bilancio dei disordini cominciati venerdì è di almeno una decina di morti e oltre 500 feriti.