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Le sfide dell'immigrazione UE

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Le sfide dell'immigrazione UE

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Ringraziamo l’ ISPI - Istituto per gli Studi di Politica Internazionale
Ringraziamo il PEG – il Parlamento europeo dei Giovani

Kristina:

“Buongiorno, mi chiamo Kristina, vengo dall’Ucraina, e volevo chiedere: considerato l’impatto che sta avendo la globalizzazione oggi sui processi migratori, quale sarà il prossimo passo nella politica comune d’immigrazione europea?”

Sami Andoura, del think tank parigino Notre Europe:

“Quel che bisogna tenere in mente è che una delle conquiste più importanti dell’Unione europea è lo spazio di libera circolazione delle persone. Questo spazio implica la necessità di sviluppare una risposta di fronte alle sfide che giungono dall’esterno, che sono l’immigrazione clandestina, ma anche l’immigrazione dei lavoratori verso l’Unione europea.

Abbiamo visto il sorgere di tensioni estreme, in particolare dopo le rivolte arabe in Tunisia, in Libia, con ondate migratorie in direzione dell’Unione europea. È in momenti come questi che ci si rende conto che l’Europa resta divisa.

Bisogna rendersi conto che la società europea sta invecchiando, e che avremo bisogno sempre più di manodopera proveniente da quei paesi, e questo è positivo. Bisogna vedere l’immigrazione come qualcosa di positivo.

C‘è però il rischio di afflussi massicci d’immigrazione incontrollata. Bisogna allora che l’Europa trovi una risposta coordinata, sulla base della solidarietà fra gli Stati, per esempio nel caso di rifugiati politici da distribuire fra i diversi Stati membri.

Un’altra tappa importante sarebbe andare verso una politica comune sull’asilo. Nasce la consapevolezza – soprattutto con i conflitti politici in crescita alle nostre porte – che ci vuole una risposta comune alle sfide dell’asilo politico in Europa.

Al momento abbiamo politiche nazionali divise, non abbiamo una risposta coordinata, e nemmeno una visione comune di quel che vorremmo fare insieme. E questo minaccia quel che abbiamo realizzato all’interno, cioè l’area Schengen, questo spazio di libera circolazione delle persone”.