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Francia-Gran Bretagna: guerrra a colpi di dichiarazioni

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Francia-Gran Bretagna: guerrra a colpi di dichiarazioni

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È il gesto più emblematico con cui Nicolas Sarkozy ha gelato David Cameron, dopo il veto di Londra sulla riforma dei trattati europei: la mano platealmente non data sotto gli occhi delle telecamere di tutto il mondo, il saluto di cortesia non concesso dal presidente francese al premier inglese a Bruxelles.

Dal gesto alle parole di un Nicolas Sarkozy, profondamente irritato, mentre si apprestava a spiegare in conferenza stampa l’accordo a 26 meno la Gran Bretagna: “Il mancato accordo con i nostri amici britannici è una questione molto semplice. Per accettare una riforma dei trattati a 27, David Cameron ha chiesto ciò che noi tutti abbiamo ritenuto inaccettabile: un protocollo nel trattato che permettesse di esonerare il Regno Unito da un certo numero di regole sui servizi finanziari”.

“Cameron è solo un ragazzino ostinato”: è uno dei commenti rubati a Nicolas Sarkozy e spifferati sul famoso settimanale satirico francese Le Canard Enchainé.

Per il conservatore Daily Telegraph è ormai chiaro che la Francia ha dichiarato guerra a colpi di parole alla Gran Bretagna.

In prima linea il ministro francese delle Finanze François Baroin, che ha dichiarato: “Non abbiamo lezioni da dare ma neanche da ricevere. Ne abbiamo ricevuta qualcuna, mentre la situazione economica della Gran Bretagna è oggi molto preoccupante: è preferibile essere francesi piuttosto che britannici in questo momento dal punto di vista economico”.

Davanti al pericolo per la Francia di perdere la tripla A sul debito sovrano, il presidente della Banca Centrale Francese Christian Noyer ha affermato che le agenzie di rating dovrebbero pensare prima ad un declassamento della Gran Bretagna.

Sembrano ormai lontanissimi i tempi della luna di miele franco-britannica in Libia. La relazione privilegiata fra i due Paesi è stata una delle vittime della crisi di Eurolandia.