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Time: da indignados a rivolte, contestatore uomo dell'anno

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Time: da indignados a rivolte, contestatore uomo dell'anno

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Il protagonista del 2011 è stato Il manifestante che ha contribuito a cambiare il mondo. Con questa motivazione il Time ha dedicato la copertina di personaggio dell’anno ai giovani simbolo delle proteste.

Le proteste di piazza che hanno fatto cadere due regimi, mentre un terzo, in Yemen, si appresta a passare la mano.

Da Tunisi, al Cairo, e dieci mila chilometri più in là, sulle coste dell’Atlantico, da Madrid a Atene, in India e in Cile i cittadini si sono mobilitati contro il crimine e la corruzione.

“Negli ultimi 20-25 anni, quasi un’intera generazione, la protesta non rappresentava più il percorso valido per cambiare l’ordine politico – spiega Jim Frederick, giornalista del Time – E poi all’improvviso, quasi dal nulla, in tutto il mondo, abbiamo avuto un globale, massiccio movimento di protesta che ha rovesciato due regimi e se consideriamo la Russia, Londra, Wall Street e tutto il Medio Oriente, improvvisamente la protesta è diventata uno dei modi con cui le persone si riprendono il potere politico”.

Il manifestante, sostiene il magazine, è tornato ad essere colui che fa la storia, meglio – per partecipazione – dei movimenti studenteschi del 1968. Gli indignati spagnoli di Puerta del Sol hanno contribuito al collasso di una maggioranza di governo.

A New York con il movimento Occupy, a Mosca e in decine di altre città statunitensi e russe, il grido di rabbia contro i governi e i loro privilegi ha continuato a rafforzarsi.