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Putin "elezioni regolari" e accusa Usa sulla Libia

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Putin "elezioni regolari" e accusa Usa sulla Libia

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Le proteste post-elettorali in Russia sono portate avanti da manifestanti manipolati e pagati dall’opposizione. Questo il Putin pensiero nella prima apparizione televisiva dopo il voto legislativo del 4 dicembre.

Il primo ministro ha mandato un avviso alla piazza:

“Esprimere il proprio parere in merito allo sviluppo economico, sociale e politico è normale se si resta nei limiti della legge”.

Il candidato alle prossime elezioni presidenziali, approfittando dell’assenza di contraddittorio, snocciola dati sulle stime di crescita e contro le accuse di brogli, rilancia: “Dal mio punto di vista, il risultato elettorale è indiscutibile e riflette realisticamente gli equilibri politici nel Paese”. E, prosegue Putin: “Chiedo alla Commissione elettorale centrale di installare telecamere in tutti i seggi elettorali in vista delle presidenziali. Lavoreranno giorno e notte”.

Nel tentaivo di uscire dall’isolamento provocato dalle proteste di piazza, il premier russo attacca gli Stati Uniti sulla guerra in Libia: Muammar Gheddafi

“è stato ucciso da droni stranieri – conclude Putin – compresi quelli di Washington”.