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Siria: 5.000 vittime repressione secondo Onu

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Siria: 5.000 vittime repressione secondo Onu

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Almeno 5.000 morti dall’inizio delle proteste ad oggi. La stima delle Nazioni Unite sul bilancio della repressione in Siria ha portato la Francia a dichiarare che il Consiglio di Sicurezza è moralmente responsabile di quanto accade nel Paese. Il veto incrociato di Russia e Cina ha per il momento impedito una condanna unanime dei 15 Paesi del Consiglio.

Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha così commentato l’annuncio dell’Alto Commissario dei Diritti Umani dell’Onu Navi Pillay:

“Credo sia necessario che i Paesi del Consiglio di Sicurezza che ancora stanno esitando cambino idea. Sono davvero sconvolto da quanto ho appreso sulle atrocità in Siria, 5.000 persone uccise”.

Mentre nel Paese si è votato – con una bassa affluenza alle urne – per il rinnovo dei consigli municipali, il bilancio degli scontri di ieri è stato di almeno 18 morti. Le violenze tra manifestanti, frange di disertori dell’esercito e forze fedeli al Presidente Bashar Al-Assad lasciano temere la deriva di una guerra civile. Ieri intanto a Rastan, nella provincia di Homs, è esploso un gasdotto. Giovedì scorso era stato sabotato un oleodotto.