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In Grecia nuovi tagli alla spesa pubblica per evitare il default

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In Grecia nuovi tagli alla spesa pubblica per evitare il default

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Ridurre le spese dello stato per evitare la bancarotta. È la cura indicata alla Grecia dai rappresentanti delle istituzioni creditrici: Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Unione Europea. Per continuare a sostenere il Paese con un nuovo piano è richiesto un ulteriore sforzo: il licenziamento di 150mila dipendenti pubblici entro il 2015.

Evangelos Venizelos, ministro delle finanze greco:

“Dobbiano mantenere in vita il nucleo dell’economia greca, quello che dà lavoro, dà vita all’economia reale. Queste sono le questioni principali che abbiamo discusso con Hahn e Reichenbach così come questioni tecniche, nonché il programma di privatizzazioni con i fondi strutturali perché per poter continuare le privatizzazioni ci deve essere un mercato”.

Ma l’obiettivo del governo di rilanciare l’economia è indubbiamente frenato dalle misure necessarie per evitare il default. Al taglio dei dipendenti pubblici si aggiunge l’aumento delle tasse e il crollo degli investimenti con conseguente crescita della disoccupazione.

Ma il limite principale di Atene è l’incapacità di riuscire a raggiungere gli obiettivi. Per ora l’unica speranza è riposta nella prossima tranche di aiuti da otto miliardi di euro.