ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Il "no" di Cameron allontana City e Parlamento Europeo

Lettura in corso:

Il "no" di Cameron allontana City e Parlamento Europeo

Dimensioni di testo Aa Aa

Strasburgo condanna, la City respira. Il “tradimento” di David Cameron al summit degli scorsi giorni mette a nudo la frattura tra politica e finanza. All’indomani degli attacchi dell’opposizione in patria, il no del premier britannico alla revisione dei trattati infiamma anche il Parlamento Europeo. Secondo alcuni un passo falso, a tutto vantaggio dell’asse Parigi-Berlino.

“Visto che il Trattato verrà definito al di fuori del quadro dell’Unione Europea – dice il britannico Andrew Duff, dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa – non ci spetterà un ruolo importante. Di fatto, quanto Cameron ha ottenuto tirandosi indietro è stato riuscire nella costruzione del direttorio franco-tedesco”.

Di tutt’altro tenore, invece, la reazione della City. In attesa che dalle decisioni di Bruxelles maturino i primi frutti, un plauso degli operatori va al “niet” del premier britannico alla cosiddetta Tobin Tax.

“Una tassa sulle transazioni finanziarie che fosse stata applicabile nell’Unione Europea ma non nel resto del mondo avrebbe certo costituito per Londra un pregiudizio assai superiore che per altre piazze finanziarie – commenta Derek Halpenny della Bank of Tokyo Mitsubishi -. Già soltanto per questo, la City è quindi grata a Cameron per quello che ha fatto”.

“Il veto di Cameron – dice il corrispondente di euronews a Londra, Ali Sheikholeslami – forse non basterà a proteggere la City da nuove regolamentazioni, ma rischia però di indebolire i tentativi di stabilizzare l’euro. Spetta ora al tempo, mostrarcene le ripercussioni in Patria e in Europa”.