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Dopo il summit europeo l'isolamento del Regno Unito

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Dopo il summit europeo l'isolamento del Regno Unito

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Un no all’Europa, quello di David Cameron, che suona come una porta sbattuta in faccia a Bruxelles.

La decisione del premier britannico di non aderire alla riforma dei Trattati per introdurre l’Unione di bilancio sta suscitando reazioni diverse nel Regno Unito.

Thomas Klau, capo del Consiglio europeo per le

Relazioni estere: “La decisione di Cameron, che credo sia stata da un certo punto di vista una vera sorpresa e uno shock per gli europei, consolida l’idea presente in molte persone che non possiamo fare l’Europa, l’Europa di cui abbiamo bisogno oggi, con il coinvolgimento del Regno Unito”.

L’ala euroscettica del partito conservatore ha applaudito alla decisione del premier britannico. Ma c‘è chi invece vede nella scelta di Cameron un segnale di debolezza all’interno del Paese.

Mujtaba Rahman, analista europeo di Eurasia Group: “Credo esemplfichi la difficile posizione di Cameron a livello nazionale. Ora in effetti lui è in disparte e sta facendo diventare ancora più complicate e molto più precarie le relazioni con l’Unione europea”.

Perché se la City ha dato il proprio placet alla scelta

di Cameron, in molti si chiedono quale sarà

l’impatto di questa politica sui sudditi britannici: il

lavoro di tre milioni di cittadini dipende dall’Eurozona, con cui il volume degli scambi commerciali rappresenta il 40% del totale.