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Crisi: l'accordo dell'Ue e l'isolamento britannico

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Crisi: l'accordo dell'Ue e l'isolamento britannico

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Occhi puntati sulla Banca Centrale Europea, dopo il vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Ue che ha portato a un accordo a 26, con l’esclusione di Londra.
La reazione immediata dei mercati è prudente, l’impressione è che l’accordo europeo, che prevede tra l’altro l’obbligo di mantenere la parità di bilancio e sanzioni semi-automatiche per chi sfora, possa servire in futuro ad evitare il ripetersi di crisi del debito sovrano come quella attuale, ma intervenga ben poco nell’immediato.  A meno che la BCE si lanci in operazioni davvero imponenti di riacquisto del debito, cosa che per ora non sembrta pronta a fare.  
 
Inoltre, il compromesso europeo finisce per far risaltare ancor più l’isolamento britannico. Il vice-premier Nick Clegg, rovina la festa agli euro-scettici di casa: “Dovrebbero sapere cosa vogliono – dice -: c‘è il rischio di un’Europa a due velocità nella quale il Regno Unito finisca ai margini, e sarebbe grave per la crescita e l’impiego“  
 
Anche per le strade di Londra non tutti sono d’accordo con l’atteggiamento assunto in Europa dal premier David Cameron:
 
“Ha perso il rispetto dei leader europei e ha perso il rispetto dei membri del suo stesso governo e in generale del popolo”
 
“Penso che sia una decisione che può dargli consenso, ma mi  chiedo se lo abbia fatto per il bene del Paese o piuttosto per un tornaconto personale in termini di popolarità”
 
Borse a parte, il vero indicatore sullo stato dell’economia reale è questo: la stagione natalizia. Che si prevede difficile, ma non catastrofica.