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Ventisette meno uno, ora cosa succede?

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Ventisette meno uno, ora cosa succede?

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Nicolas Sarkozy fa il galante con la presidente lituana Dalia Grybauskaite ma ignora completamente David Cameron. E’ un’immagine che rende l’idea non solo di quanto è successo al summit di Bruxelles, ma soprattutto di quello che potrebbe accadere adesso; con Londra che si pone, o viene posta, ai margini dell’Unione europea.

Concepito per scongiurare nuove crisi finanziarie, il trattato dei ventisette meno uno potrebbe avere delle ricadute negative non solo dal punto di vista politico ma sulla stabilità stessa dell’Europa.

“Ci sono ventisei Paesi che vogliono partecipare a questa nuova intesa al di fuori dei trattati europei – dice Piotr Kaczynski del Centre for European Policy Studies -. Una nuova formula legale da cui il Regno Unito sta fuori, unico Paese a farlo. A seconda di quello che sarà scritto nella stesura finale del trattato a marzo, potrebbe trattarsi addirittura dell’inizio dell’uscita della Gran Bretagna dall’integrazione europea”.

Un’altra questione che si apre è se il futuro assetto normativo semplificherà o, al contrario, renderà più complicata l’organizzazione europea.

“Avremo un trattato tra 17 più altri Paesi partecipanti con probabili nuove istituzioni – afferma Hugo Brady del Centre for European Reform -: dunque più complessità, più presidenti e capi di organismi che si battono gli uni contro gli altri in lotte burocratiche. L’opposto di decisioni chiare e dirette, di istituzioni affidabili che attuano politiche serie. Tutto questo potrebbe accadere presto”.

L’inviata di euronews Gulsum Alan: “Il Regno Unito sembra insomma isolato, mentre alcuni Paesi membri intendono sottomettere il nuovo trattato ai rispettivi parlamenti. La questione del quando questo processo di ratifica sarà completato è destinata a diventare un’altra fonte di ansia per i grandi Paesi europei”.