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Europa avanti senza Londra: a Bruxelles accordo dimezzato per salvare l'Euro

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Europa avanti senza Londra: a Bruxelles accordo dimezzato per salvare l'Euro

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La riforma a 27 dei trattati europei inciampa sul “no” del Regno Unito, a Bruxelles si consuma la spaccatura dell’Unione. Dopo una maratona negoziale durata oltre dieci ore, i leader dell’Unione non sono riusciti a trovare l’unanimità su come salvare la moneta unica, Londra non ha ceduto, e altri l’hanno seguita.

Si deve dunque ripiegare su un accordo tra i 17 Paesi dell’Eurozona, più altri sei. “Crediamo che se steso in modo appropriato ci aiuterà a migliorare il nostro obiettivo – ha detto il presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso -, ossia quello della governance, ad aumentare la credibilità, e le regole per la Zona Euro. Come sempre devo essere molto aperto e onesto con voi: avremmo preferito certamente un accordo unanime”.

Dal vertice – che si è svolto ad alta tensione – è scaturito il principio di mettere vincoli più stretti ai bilanci degli Stati. Ci si è accordati sul fatto che ad amministrare il Fondo Salva Stati e il Meccanismo di Stabilità europea sarà la Banca Centrale Europea. “È un risultato molto buono per la Zona Euro, molto buono – ha detto il presidente della BCE Mario Draghi -. È molto vicino a un contratto fiscale, e certamente diventerà la base per una politica economica più disciplinata per i membri dell’area Euro. e di certo sarà di aiuto rispetto alla situazione attuale”.

Battesimo del fuoco per Mario Monti. Il premier italiano ha fatto il suo debutto in quello che forse è stato il vertice più intricato dalla nascita dell’Euro. Vertice che ha portato a un accordo a metà, e, che ha probabilmente sancito la nascita dell’Europa a due velocità di cui si parlava da tempo.