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Scudo antimissile: il difficile dialogo Nato-Russia

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Scudo antimissile: il difficile dialogo Nato-Russia

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Il Consiglio Nato-Russia cerca oggi a Bruxelles una difficile intesa sullo scudo antimissile europeo, in un clima già teso per le polemiche sulle controverse elezioni russe.

Un progetto di difesa, lanciato a Lisbona lo scorso anno, che Mosca considera una minaccia alla sua sicurezza, mentre per l’alleanza il pericolo viene piuttosto dal Medio oriente.

Ma rifiuta le garanzie scritte chieste dai russi.

“La Russia è pronta a rispondere al nostro progetto piazzando missili nelle aree confinanti dell’alleanza”, ha dichiarato il segretario generale Nato, Anders Fogh Rasmussen, “Devo dire che tali risposte ci ricordano la rivalità dei tempi passati”.

E mette in guardia da inutili quanto anacronistiche corse agli armamenti contro un nemico che non c‘è.

Vecchie diffidenze, del resto reciproche.

“Non siamo alla ricerca di guadagni né politici né militari in questa faccenda”, spiega l’ambasciatore russo all’Unione europea, Vladimir Chizhov, “Pensiamo che sia importante mantenere equilibrio e stabilità. Ecco perché dico apertamente: se voi faite questo, noi dovremmo fare quest’altro. Se voi andate oltre noi dovremo fare di più”.

In ogni caso, da fine novembre la Russia ha attivato un sistema di allarme anti missile a Kaliningrad, alle porte dell’Europa.

Ma, se si trova un accordo su modalità operative e logistiche condivise, questa stessa base, secondo Mosca, potrà avere un utilizzo comune.